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30.03.2009
16:40:13

MOSTRA FOTOGRAFICA ALLO STAGNO URBANI



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Domenica 29 marzo presso il centro visite dello Stagno Urbani è stata allestita una mostra fotografica.

Le 64 foto scattate da 10 fotografi naturalistici che frequentano il laboratorio di Ecologia all'aperto riguardano soprattutto l'avifauna che utilizza questa zona umida gestita dalle associazioni naturalistiche fanesi; non mancano foto dedicate ad altre componenti della fauna, alla fauna e al paesaggio circostante.

Tra i visitatori della mostra pure il gruppo di escursionisti che partendo da Madonna Ponte ha risalito il sentiero lungo la riva fluviale.





04.03.2009
17:03:30

RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO



Si è tenuta nei giorni scorsi l'Assemblea Annuale dei Soci dell'Associazione Naturalistica Argonauta.

Il Presidente Luciano Poggiani ha ricordato le principali attività svolte dall'associazione nel 2008. In particolare, la gestione del Centro di Educazione Ambientale “Casa Archilei”(nello scorso anno oltre a 13.000 presenze), la nascita del Centro di riqualificazione e monitoraggio ambientale “Lago Vicini” (che la Fondazione Carifano, proprietaria dell'area, ha affidato all'Argonauta), lo studio sui pesci marini della Provincia di Pesaro e Urbino (i cui risultati saranno contenuti in un volume di prossima pubblicazione), l'organizzazione del Campo trinazionale per giovani (svoltosi a Fano nell'agosto del 2008), il concorso fotografico “Scatta la natura (la 2^ edizione ha visto la partecipazione di circa 40 fotoamatori).

Nel corso dell'Assemblea è stato pure rinnovato il Consiglio direttivo, il quale ha successivamente rinnovato le cariche sociali. Presidente Luciano Poggiani, vice presidente Christian Cavalieri, segretaria e tesoriera Paola Fulgenzi, consiglieri: Luciana De Marchi,Virgilio Dionisi, Matteo Falcioni, Mauro Furlani, Ferruccio Serafini e Enrico Tosi.

Nel mese scorso a Roma, presso la protomoteca, si è tenuta la manifestazione “Un bosco per Kyoto” sotto l'Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, in questa occasione l'Accademia Kronos ha conferito alla storica associazione di Fano Argonauta un riconoscimento per il costante impegno nel difendere l'ambiente naturale del comprensorio provinciale e ad educare i giovani al corretto rapporto con la natura.





02.01.2009
16:04:48

PENSANDO ALLA RISTRUTTURAZIONE DELLA FUNIVIA DEL CATRIA



Estratto da “Le funivie fantasma d'Italia” di Paolo Rumiz - La Repubblica 2 gennaio 2009:

“... stazioni di funivia... senza anima viva intorno. Piloni arrugginiti, ruderi che nessuno rimuove...

Per contarli abbiamo assemblato dati da parchi e corpi forestali, attivisti di “Mountain Wilderness” e guide alpine, soci di Legambiente... Dati impressionanti, che sembrano non insegnare nulla a chi in Italia – caso unico in Europa – insiste a sovvenzionare impianti a bassa quota.

Impianti in rosso, a quota troppo bassa per garantire neve, tenuti in vita dalla mano pubblica... che inghiottono milioni in generose elargizioni per l'innevamento artificiale... <Perché non si dice che le piste non si pagano solo con lo skipass, ma anche con le nostre tasse?> s'arrabbia l'esploratore bergamasco Davide Sapienza.

Numeri insospettabili. Quaranta funivie e seggiovie abbandonate in Piemonte, Trentanove in Val d'Aosta... almeno venti in Lombardia, trenta tra Emilia e Liguria sul lato appenninico, trentacinque in Veneto e venticinque in Friuli-Venezia Giulia.

… L'idea è nobile: <rilanciare zone depresse>, così chi fa obiezione è bollato come nemico del progresso. A quel punto la mano pubblica entra nella gestione degli impianti e finisce per controllare se stessa. Così il gioco è fatto. Il sindaco promette occupazione e viene rieletto: intanto parte l'assalto alla montagna. Per indovinare il seguito basta leggere la storia dei ruderi nel vento.

… spiega il geografo Franco Michieli... <il legame con la terra è saltato, i montanari ormai ignorano il brutto. Piloni, immondizie, terrapieni, sbancamenti... Si cerca di riprodurre il parco-giochi, e così si svende il valore più grosso: l'incanto dei luoghi>.

… la monocultura dello sci finisce per “cannibalizzare” tutte le altre opzioni... perché distrugge i luoghi. Vedi Recoaro, dove... si finanza un impianto a quota mille, dove nevica un anno su cinque.

… Ruggisce Fausto De Stefani, scalatore... <Uno: tutti gli impianti sono in passivo. Due: il clima è cambiato... Basta o non basta a dire che un modello di sviluppo va ridisegnato? E invece no, siamo furbi noi italiani. Continuiamo a vivere come progresso un fallimento che ha i suoi monumenti arrugginiti in tutto il Paese>.

A Novezzina... De Stefani indica i resti di un impianto per neve mai entrato in funzione. <E' stato smantellato, ma la ferita è rimasta, sembra una lebbra. Roba che per rimarginarsi impiegherà secoli. Con i soldi di quell'impianto fallito si potevano ripristinare malghe, sentieri, terreni; si valorizzavano i prodotti locali. E' o non è una truffa? Un'orda distrugge l'Italia e la gente tace, nessuno s'indigna...>.





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